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Ecco! Il prototipo di Donna con la quale
avrei voluto condividere la mia vita è raffigurata in questa immagine. Una
geisha. Adesso
penserete (ammesso che sappiate cosa sia in realtà una geisha) che sono in contraddizione rispetto alla presentazione che avete letto
nella "premessa"...ho una moglie e scrivo che avrei voluto un'altra Donna per
compagna... quindi sto confessando un disagio... No, non è proprio così.
(comunque quando mia moglie leggerà questa pagina liticherò con
lei... ahahahaha). Tuttavia è vero... o almeno, io penso che con una moglie
non si può condividere tutto... soprattutto gli stati d'animo, la
sensibilità, i pensieri reconditi. Il perché di quello che sto dicendo non ve lo
spiego... non lo argomento... (leggetevi il testo che vi ho indicato nel link) perché sarebbe come dire "voglio convincervi che sia
così..". Basta solo dire che "la geisha è la donna ideale che la maggior
parte degli uomini giapponesi vorrebbero avere per compagna. A testimonianza di
questo vi è il fatto che molte geisha, una volta raggiunta una certa età,
andranno in sposa a uomini facoltosi e di alto livello sociale"... va bene così?
Ok...adesso
penserete che sto facendo delle discriminazioni tra culture occidentali e
orientali....No...lungi da me....Dico solo che quell'immagine di Geisha... si
addice ad una emozione che io vorrei provare stando accanto ad una
compagna...(Sto discriminando mia moglie? Non lo so... tanto ci litigo io e non
voi)
Adesso però, seguitemi
nel pensiero che sto esprimendo e domandatevi quante volte il vostro compagno di
vita (che sia un lui o una lei...) può aver condiviso con voi un'emozione
provata osservando un quadro... un paesaggio... e subito dopo vi siete svegliati
schiaffeggiati da bollette della luce e del gas da pagare... o come dire, vi
hanno sbattuto in faccia la
"contingenza" di un quotidiano... nel quale vi è precluso di
sognare... se non simulando di non farlo. Mi concedo una licenza... prima di
alzarmi domani mattina alle 4 per assumere il ruolo di padre e marito che va a
lavorare.

Prendiamo “L'onda”, la più conosciuta delle xilografie
policrome del maestro giapponese
Katsushika Hokusai.
guardatela bene... In primo piano, l'incessante agitarsi dell'onda e, sullo
sfondo, l'eterna immobilità del vulcano. In mezzo, tra mare e vulcano, proprio
dove il movimento dell'onda si incava prima di rinchiudersi su se stessa, barche
di miseri pescatori. I cicli e i ricicli dell'universale avventura e, in mezzo,
il misero destino del singolo uomo travolto all'interno di vicende eterne a cui
il suo misero e personale destino è indifferente...
Già...il misero destino del singolo uomo...della singola
donna...Tranquilli, non voglio deprimervi ancora di più...ognuno ha il destino
che si merita...ma per un momento leggete dentro di voi queste parole raccolte
in un messaggio portato dal vento:
".....E’
il disagio interiore di chi continua a ricercare la propria identità… è
l’inquietudine di chi scava continuamente dentro… il disagio, quelle note che
vanno a colpire in fondo creando distorsioni… sono quella torsione che si prova
quando si cerca di venire a capo di se stessi, di guardarsi allo specchio e
riconoscersi pienamente. E’ solo quel senso che ogni tanto sfugge… e Noi
cerchiamo in ogni modo di riacciuffarlo… sempre e solo in compagnia di certe
atmosfere, sempre e solo navigando in certe acque…quelle acque torbide e
cristalline che bagnano il Nostro Mondo meraviglioso.
Le Coste
dei nostri più profondi ricordi… Ecco la memoria… quelle emozioni, quegli odori…
quei colori, quel vivere che sembra lontano ma siamo semplicemente e sempre Noi…

“Anche a
quei tempi succedeva…”
Ed è tutto
un fluire di pensieri, di viaggi, di sogni… i fili si intersecano nello spazio e
nel vento… si risente sulla pelle il mistero, quei quadri surreali all’interno
dei quali si è pienamente esistito, si è dipinta la Sostanza…
Basta
chiudere gli occhi e tutto quanto inonda il corpo…il cuore, le mani, le gambe,
gli occhi, la bocca… è tutto di nuovo dentro e tutto insieme… e tutto di nuovo
sovrasta, tutto per un attimo torna ad essere Verità… Basta lasciarsi cullare
dalla possibilità di raggiungere l’Altura… quel luogo infinito… quel Mondo…
quella unica Verità che spunta fuori dalle note quasi per magia…

Lo vedi? È
stupendo… è tutto quello che vuoi… è l’Altura più inarrivabile e più immensa… è
il deserto attraversato più impervio… è il sole più caldo e il vento più freddo…
è la pioggia più pungente… è l’Esistere più confortante… è il Viaggio,
l’avventura, il treno che stride sui binari, un cavallo che sgroppa galoppando
follemente… è sangue, è sperma, è grido, è pianto, è acqua sulla faccia, è
muscolo contratto, è dita che si intrecciano…

…è un
sussurro… è il respirare piano confidandosi… è lo spogliarsi l’uno di fronte
all’altro… è il non averne paura… L’emozione che cresce, il respiro che si fa
più corto, il ritmo delle parole è travolgente…

Il
pensiero è più forte di tutto, di ogni cosa, di ogni singolo impedimento. E’ ciò
che è e sempre sarà, è ciò che attraversa l’oceano e le Alpi per giungere a
destinazione… è il molo d’approdo a cui si potrà giungere in qualsiasi momento e
modo…"

eccomi sull'Altura..."la
solitudine è uno stato perfetto. Non dà sorprese. In questa condizione inizi un
viaggio immaginario che non si tratta di un viaggio compiuto, ma una somma
infinita di viaggi fatti durante la vita in solitudine..."
Diciamoci la Verità...sono di fuori come
un'antenna vero? Ma in tutto questo cosa c'entrava la
geisha?
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